Caritas Italiana: aggiornamenti Terremoto Centro Italia_dicembre 2017

La Caritas Italiana pubblica il rendiconto della Raccolta Fondi e interventi in atto nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto. Aggiornamento a dicembre 2017

Il 24 agosto 2016 un sisma di magnitudo 6.0 colpisce in modo distruttivo alcuni comuni delle diocesi di Rieti e Ascoli Piceno (in particolare, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e le loro frazioni) causando 299 vittime e circa 5 mila sfollati.
A quasi due mesi dalla prima scossa, due nuovi eventi sismici – il primo il 26 ottobre, di magnitudo 5.9 ed epicentro a Castelsantangelo sul Nera (MC); il secondo il 30 ottobre, di magnitudo 6.5 ed epicentro a Norcia (PG) – colpiscono ulteriormente il territorio estendendo l'area interessata ad altri 114 comuni, coinvolgendo anche le diocesi marchigiane di Camerino, Macerata e Fabriano. Fortunatamente non si registrano vittime, ma si amplia enormemente il numero degli sfollati (che salgono a circa 32 mila).
Il 18 gennaio 2017, la combinazione tra un nuovo evento sismico – di magnitudo 5.1 ed epicentro a Capitignano (AQ) – e precipitazioni nevose di particolare intensità aggravano ulteriormente la situazione, causando nuovi sfollati e ulteriori 34 vittime, 29 delle quali a Farindola (diocesi di Pescara-Penne) all'interno dell'Hotel Rigopiano distrutto da una slavina.

Fin dai primi giorni, Caritas Italiana si è prontamente attivata strutturando un articolato piano di intervento in base alle caratteristiche del territorio colpito, così riassumibili:
- 140 i comuni del cosiddetto "cratere", distribuiti in 10 province e 4 regioni civili;
- 11 diocesi coinvolte (Rieti, Ascoli Piceno, Spoleto-Norcia, Camerino-San Severino Marche; Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia; Fermo; San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto; Fabriano-Matelica; Teramo-Atri; L'Aquila; Pescara-Penne);
- quasi 600 mila persone residenti nei comuni interessati;
- circa 8 mila km2 di superficie complessiva, prevalentemente montuosa (circa la metà dei comuni sono situati al di sopra dei 900 metri e quasi il 16% al di sopra dei 1.200 metri);
- popolazione residente in piccoli comuni (il 40% di quelli colpiti ha meno di mille abitanti), e prevalentemente anziana (il 25% della popolazione con almeno 65 anni, 3 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale)
- oltre 60 mila abitazioni colpite, di cui quasi un terzo con gravi danni strutturali. 

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